lunedì 10 febbraio 2014

3. Dalla Ruta 40 alla Ruta 7


Le previsioni meteo erano esatte. Lasciamo Osorno sotto la pioggia che ci accompagnerà per quasi tutta la giornata alternandosi a brevi schiarite. La strada è bella, il traffico scarso e i cileni guidano con prudenza. Nei pressi del lago Puyehue si comincia a salire, il panorama è magnifico, peccato solo per la pioggia che ci impedisce di prendere qualche bella fotografia. Valichiamo la frontiera con l'Argentina attraverso il Passo Cardenal Samoré con procedure abbastanza semplici e veloci. Un paio di moduli da compilare e poi due passaggi ai rispettivi sportelli per le persone e per i veicoli. In tutto una mezz'ora. Sull'altro lato del passo c'è il sole dovuto al vento che sta soffiando con intensità. Ci fermiamo a Villa La Angostura che sembra una cittadina bavarese con chalet, birrerie, pasticcerie e tanti alberghi. Dopo esserci asciugati e rifocillati proseguiamo costeggiando il pittoresco lago Huapi fino a San Carlos De Bariloche dove ci immettiamo sulla mitica Ruta 40. La tanto blasonata Bariloche, che abbiamo solo attraversato velocemente, non mi è sembrata particolarmente attraente anche se da queste parti è considerata un' elegante e raffinata località di vacanza.
La Ruta 40 in questo tratto si snoda tra ampie colline ricoperte di verdi pascoli sui quali brucano indisturbate e in totale libertà centinaia di vacche argentine. Si viaggia abbastanza spediti anche se poi cessa il vento e ricomincia a piovere ininterrottamente fino a El Bolson dove ci fermiamo per la notte. Chiediamo in diversi posti ma tutti gli hotel sono pieni, perfino le cabanas nei campeggi sono esaurite a causa della pioggia che ha fatto riversare sulla cittadina numerosi campeggiatori della zona. Finalmente riusciamo a sistemarci in una minuscola stanza con letto matrimoniale più letto per bambino. Gli spazi sono angusti, ma noi siamo bagnati fradici e si sta facendo buio quindi questa sistemazione va più che bene. Una fugace puntata ad un ristorante del centro e poi subito a dormire nella gelida e umida stanza.





Il mattino seguente piove ancora. Proseguiamo sulla ruta 40 fino a Trevellin dove imbocchiamo la strada che porta in Cile attraverso il Passo Futaleufù. Poco dopo il bivio finisce l'asfalto ed inizia il famigerato "ripio", buche, fango, ghiaia e chi più ne ha più ne metta. Da un certo punto di vista è bellissimo anche perché è proprio ciò che siamo venuti a cercare in Patagonia però con la pioggia tutto diventa più difficile e impegnativo tant'è che in un tratto fangoso abbiamo collezionato anche una caduta fortunatamente senza alcuna conseguenza. Il povero Michele che sembrava uno di quei lottatori (o lottatrici?) che sguazzano nel fango ha dovuto quasi immergersi nelle gelide acque di un torrente per pulirsi alla belle-meglio.






 

Dopo il passo i panorami diventano mozzafiato, la strada sterrata si snoda serpeggiando in un continuo saliscendi tra boschi, valli, cascate e laghetti. Nel pomeriggio incrociamo finalmente l'altra memorabile strada del viaggio ... la Caretera Austral che si presenta subito in tutta la sua difficoltà. I primi 40 km sono estremamente impegnativi dovuti all'alto strato di ghiaia appena steso che ci obbliga a procedere ad un'andatura elevata per non affondare e cadere. In più occasioni ho rischiato di finire a terra sotto lo sguardo divertito degli operai addetti alla manutenzione. L'ambiente è estremamente selvaggio e integro, la strada è praticamente deserta e i pochi villaggi sono lontanissimi tra loro. Incontriamo solo qualche raro pickup, qualche bicicletta e gruppetti di ragazzi in vacanza col sacco a pelo. Mi consolo pensando alle difficoltà che avranno incontrato i ciclisti che abbiamo superato, alcuni con rimorchio e bambino al seguito. In serata arriviamo a La Junta dove ci fermiamo nell'unico hotel del paese che ci propone l'ultima camera disponibile, una bella tripla con tutti i confort, incluso "el secador del pelo", accessorio ormai divenuto indispensabile. Accettiamo senza indugi.